
Roma battezza Victoria Eugenia Leonor de Ranea y Pimentel nel storico Battistero Lateranense
I conti Crociani hanno svolto il ruolo di padrini in una cerimonia presieduta dall’Abate Generale dei Canonici Regolari Lateranensi. Leone XIV ha fatto pervenire alla bambina la sua Benedizione Apostolica. Il battesimo, celebrato nel pieno dell’Anno Giubilare di San Francesco d’Assisi, è stato accompagnato da un dono particolarmente significativo dei padrini: una reliquia del Santo di Assisi.
ROMA,
ROMA, 17 maggio 2026. — Vi sono luoghi nei quali una cerimonia familiare sembra inevitabilmente trascendere la sfera privata. Il Battistero di San Giovanni in Laterano è uno di questi. Tra i suoi antichi marmi e sotto un’architettura nata nei primi secoli della Roma cristiana, domenica 17 maggio Victoria Eugenia Leonor de Ranea y Pimentel ha ricevuto le acque del battesimo ed è entrata sacramentalmente nella Chiesa cattolica romana.
Non si è trattato di una scelta casuale. Il Battistero Lateranense occupa un posto eccezionale nella storia del cristianesimo. La stessa Arcibasilica di San Giovanni in Laterano ricorda che fu il primo battistero monumentale di Roma e che servì da modello per gli antichi battisteri della penisola italiana. La sua origine è legata all’iniziativa dell’imperatore Costantino, sebbene l’attuale configurazione ottagonale derivi principalmente dalla grande ristrutturazione promossa da papa Sisto III nel V secolo.
È stato dunque in uno dei luoghi che meglio esprimono la continuità storica della Chiesa di Roma che è stata battezzata una bambina nata appena tre mesi prima, il 16 febbraio 2026 a San Sebastián de los Reyes, Madrid, figlia di Don Juan de Ranea y García e della Dott.ssa Donna Jhudelys Johanny Pimentel y Eusebio, come risulta dalla documentazione genealogica presentata dalla famiglia alla Cappella del Vescovo di Roma, Sua Santità Papa Leone XIV.
Una cerimonia nel cuore della tradizione lateranense
La celebrazione è stata presieduta dall’Abate Generale dei Canonici Regolari Lateranensi, Don Franco Bergamin, C.R.L., circostanza che ha ulteriormente rafforzato il legame della cerimonia con la secolare tradizione religiosa del luogo.
La piccola Victoria Eugenia Leonor è giunta al fonte battesimale accompagnata dai genitori e dai suoi padrini, i conti Crociani, dell’Ordine di Malta.
Il vero protagonista, tuttavia, è stato ciò che da secoli caratterizza quel luogo: l’acqua battesimale.
Il suo simbolismo assume in Laterano una forza particolare. L’antica iscrizione conservata nel Battistero sviluppa precisamente l’idea della nascita di un nuovo popolo attraverso l’acqua e lo Spirito. Anche la pianta ottagonale dell’edificio rimanda, secondo quanto spiegato dalla stessa Basilica, all’«ottavo giorno»: il tempo nuovo inaugurato dalla Risurrezione di Cristo.
La cerimonia trasformava così un avvenimento familiare in qualcosa di deliberatamente legato ai primi secoli del cristianesimo romano.
Victoria Eugenia Leonor è stata battezzata nello stesso luogo la cui funzione, per generazioni, fu precisamente quella di introdurre sacramentalmente i cristiani di Roma nella Chiesa.
Il suo certificato ecclesiastico conserva memoria storica della data del battesimo, il 17 maggio 2026, registrandola al numero 115 tra i battezzati in quello storico fonte della Parrocchia Papale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano, nonché della sua recente nascita in Spagna, a San Sebastián de los Reyes, il 16 febbraio dello stesso anno.


La Benedizione Apostolica di Leone XIV
Alla singolarità del luogo si è aggiunto un altro elemento di particolare significato per la famiglia.
Sua Santità Papa Leone XIV ha fatto pervenire la sua Benedizione Apostolica a Victoria Eugenia Leonor in occasione del battesimo.
La pergamena commemorativa presentata dalla famiglia riporta il nuovo nome della bambina e la concessione della Benedizione Apostolica in occasione del sacramento, insieme al riferimento alla Cattedrale Arcibasilica Papale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista in Laterano e al Battistero di San Giovanni in Fonte. La benedizione pontificia stabiliva così un legame particolare tra l’avvenimento familiare e il pontefice Leone XIV.
Quella stessa mattina del 17 maggio 2026, Leone XIV aveva richiamato pubblicamente il messaggio di san Francesco d’Assisi e l’Anno Giubilare dedicato al Santo, ricordandone l’appello alla pace con Dio, con gli altri e con il creato. Una coincidenza particolarmente significativa alla luce di quanto sarebbe avvenuto, poche ore più tardi, nello stesso complesso lateranense, dove una reliquia di Francesco sarebbe divenuta il dono più simbolico del battesimo di Victoria.
Una reliquia di san Francesco nell’anno dell’VIII centenario
I conti Crociani hanno voluto che il dono alla loro figlioccia non fosse semplicemente un oggetto destinato a ricordare la cerimonia. Le hanno donato una reliquia di san Francesco d’Assisi.
Il gesto ha assunto un significato eccezionale per il momento storico nel quale è avvenuto. Il battesimo di Victoria si è infatti celebrato durante lo speciale Anno Giubilare di San Francesco d’Assisi, proclamato da Leone XIV in occasione dell’VIII centenario della morte del Santo.
L’Anno di San Francesco si estende dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027 e, per questo periodo, la Penitenzieria Apostolica ha disposto particolari grazie giubilari.
Non si trattava, dunque, di un riferimento francescano aggiunto retrospettivamente alla celebrazione. Il battesimo avveniva precisamente mentre la Chiesa universale commemorava gli ottocento anni del transito di Francesco d’Assisi, morto nel 1226. La reliquia consegnata dai padrini assumeva così il carattere di una memoria spirituale destinata ad accompagnare Victoria nel corso della sua vita.
E il legame francescano della celebrazione era ancora più profondo.
La tradizione di San Giovanni in Laterano è indissolubilmente legata all’episodio in cui Francesco d’Assisi si recò a Roma alla ricerca dell’approvazione ecclesiale per la forma di vita intrapresa insieme ai suoi primi fratelli, avvenimento tradizionalmente associato a papa Innocenzo III e alla primitiva Regola francescana.
Per questo motivo, la consegna di una reliquia del Santo in ambito lateranense, proprio nel 2026, chiudeva uno straordinario cerchio simbolico: Roma, il Laterano, Francesco, l’VIII centenario della sua morte e il battesimo di una bambina che proprio lì iniziava la propria vita cristiana.
I messaggi giunti fino a Roma
L’avvenimento è stato inoltre accompagnato da diverse testimonianze scritte.
Tra queste spicca il messaggio di Mons. Michele Pennisi, Arcivescovo emerito di Monreale, datato proprio 17 maggio 2026.
Pennisi ha concentrato le sue parole non sulle circostanze sociali della celebrazione, bensì sul significato teologico del sacramento. Nel suo messaggio ha ricordato che, mediante il battesimo, Victoria riceveva la vita nuova come figlia di Dio e veniva incorporata nel Corpo mistico di Cristo, partecipando, attraverso l’unzione, alla sua dimensione profetica, regale e sacerdotale.
L’Arcivescovo emerito ha rivolto inoltre la propria benedizione ai genitori, esprimendo l’auspicio che la bambina crescesse «in sapienza e grazia» e potesse fare di Cristo il centro della propria esistenza.
La celebrazione ha ricevuto anche un messaggio del vescovo Lindsay Urwin, nella sua qualità di Gran Priore Ecclesiastico dell’Ordine di San Lazzaro di Gerusalemme.
La lettera, indirizzata personalmente a Victoria e datata 7 maggio, assumeva un tono particolarmente intimo. Presentava il battesimo non come un avvenimento destinato soltanto a essere ricordato attraverso fotografie o documenti, ma come l’inizio di una relazione spirituale chiamata ad accompagnare la bambina per tutta la sua esistenza.
I conti Crociani, padrini
All’interno di una cerimonia circondata da riferimenti storici, i conti Crociani hanno assunto la funzione che, dal punto di vista sacramentale, definiva realmente la loro presenza: essere i padrini di Victoria.
Il loro legame con l’Ordine di Malta aggiungeva un elemento da considerare sotto il profilo della diplomazia internazionale a una cerimonia nella quale convergevano diverse tradizioni cattoliche; la loro missione fondamentale davanti al fonte battesimale era tuttavia molto più semplice e antica: accompagnare la loro figlioccia all’inizio della sua vita cristiana.
Il dono della reliquia di san Francesco rafforzava ulteriormente questa dimensione.
Non si trattava di un dono di carattere meramente protocollare. Nel contesto dell’Anno Giubilare Francescano, la reliquia diventava una sorta di eredità spirituale lasciata dai padrini alla bambina.
Una bambina accolta tra i Dodici Lignaggi di Soria
Il battesimo giungeva inoltre pochi giorni dopo che Victoria Eugenia Leonor era stata accolta come Dama Onoraria della Casa Troncal de los Doce Linajes de Soria, come attesta il diploma datato a Soria il 7 maggio 2026 e presentato dalla famiglia.
La circostanza aggiungeva alla cerimonia un’ulteriore dimensione: quella della memoria familiare.
Ma probabilmente il modo più appropriato per comprenderla si trova nel testo stesso preparato dai padrini per la presentazione di Victoria in occasione del battesimo.
Il documento contrappone deliberatamente due concetti di nobiltà. Da una parte, quella ereditata. Dall’altra, quella ricevuta nel battesimo.
La genealogia familiare presentata per la cerimonia fa risalire la linea maschile all’antica stirpe dei Leiva e ne sviluppa successivamente la continuità documentale attraverso le famiglie Leiva, Raneda e Ranea. Il testo individua come primo capostipite Álvar García, signore di Leiva, vissuto nel X secolo.
Da quel punto compaiono diverse generazioni legate dalla tradizione genealogica al servizio dei regni medievali ispanici. Tra esse figurano personaggi ai quali il dossier attribuisce responsabilità e dignità quali signori di Leiva, ricoshombres, adelantados, merinos mayores, diplomatici e uomini d’arme.
La documentazione presentata registra il matrimonio tra Fernando de Leiva López e Leonor Raneda Rodríguez, celebrato il 23 febbraio 1632 a Comares. Leonor era figlia di Francisco de Raneda Gómez e Francisca Ruiz. Il documento collega inoltre i Raneda al ripopolamento di Comares successivo alla ribellione dei moriscos, facendo riferimento al Libro de Apeo y Repartimientos e alla documentazione dell’Archivio Storico Provinciale di Granada.
Da quel matrimonio nacque, nel 1644, Francisco Raneda y Leiva, e le generazioni successive mostrano l’utilizzo e la trasmissione dei cognomi Raneda e Leiva fino a lei, diciottesima generazione della successione genealogica presentata.
La nobiltà davanti al fonte battesimale
Paradossalmente, il testo preparato per presentare questa genealogia durante il battesimo termina relativizzando tutto ciò che ha appena enumerato.
Ed è probabilmente questa una delle chiavi più interessanti dell’intera celebrazione.
Dopo aver ricordato secoli, nomi, servizi e antenati, il documento sostiene che tutto ciò viene superato da quanto avvenuto davanti al fonte battesimale: nessuna dignità ereditata può essere paragonata, nella prospettiva cristiana, alla condizione di figlia di Dio ricevuta mediante il battesimo.
La genealogia veniva così deliberatamente subordinata al sacramento.
Il passato familiare non era presentato come un privilegio capace di esonerare dagli obblighi, bensì esattamente al contrario: come un’eredità destinata a trasformarsi in servizio.
Era un modo di collocare secoli di storia familiare davanti a un fonte d’acqua.
Spagna, Repubblica Dominicana, Italia e Roma
La cerimonia possedeva inoltre una dimensione geografica non comune.
Victoria è nata in Spagna. La genealogia paterna presentata per l’occasione attraversa Cantabria, La Rioja, Castiglia e Andalusia, prima di stabilirsi, nelle generazioni più recenti, a Baños de la Encina. L’ascendenza materna comprende invece radici dominicane: il documento identifica come nonni materni Fernando Pimentel Reyes e Luisa Antonia Eusebio Pacheco, di Santo Domingo.
E Roma è stata la città scelta per il suo ingresso sacramentale nella Chiesa.
Lo stesso testo di presentazione familiare aveva sottolineato questa circostanza, parlando della Spagna come origine storica e dell’Italia come terra che accoglieva la sua «nascita nella fede».
Poche città permettono di esprimere questa idea quanto Roma.
E pochi luoghi, all’interno di Roma, quanto il Laterano.
Laterano: una precisazione necessaria
Il complesso lateranense possiede inoltre una particolare condizione giuridica, che è opportuno esprimere con precisione.
San Giovanni in Laterano non si trova all’interno del territorio dello Stato della Città del Vaticano. Si trova fisicamente a Roma. Determinati immobili legati alla Santa Sede e situati al di fuori dei confini vaticani godono di uno statuto speciale riconosciuto dai Patti Lateranensi, connesso alla Santa Sede e al particolare regime giuridico di extraterritorialità.
San Giovanni in Laterano è la cattedrale di Roma e uno dei grandi centri storici della Chiesa latina.
E il Battistero possiede una propria identità persino all’interno di questo complesso.
Il primo grande battistero di Roma
La scelta acquista tutta la sua portata quando si torna indietro di diciassette secoli.
La storia ufficiale dell’Arcibasilica spiega che Costantino volle personalmente edificare un battistero monumentale accanto alla Basilica. La tradizione attribuisce a papa Silvestro il battesimo dello stesso imperatore in quel luogo.
Successivamente, sotto Sisto III, tra il 432 e il 440, l’edificio assunse la struttura fondamentale che ancora oggi riconosciamo.
L’ottagono non rappresenta soltanto una soluzione architettonica.
Esso simboleggia l’«ottavo giorno»: dopo i sette giorni della Creazione, il giorno nuovo inaugurato dalla Risurrezione. Il battezzato abbandona simbolicamente l’esistenza antica per entrare in una vita nuova.
Il luogo scelto per Victoria faceva dunque sì che architettura, storia e liturgia esprimessero una medesima idea.
Una celebrazione nell’Anno di Francesco
La coincidenza con l’VIII centenario francescano costituisce forse il filo conduttore più inatteso dell’intera storia.
Francesco d’Assisi morì nel 1226.
Ottocento anni dopo, Leone XIV ha proclamato un anno speciale dedicato al Santo, dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027, invitando i fedeli a riscoprirne la testimonianza di santità e di pace. La commemorazione riveste un significato particolare per tutti i rami della famiglia francescana, compreso espressamente l’Ordine Francescano Secolare.
Il 17 maggio, giorno del battesimo, lo stesso Leone XIV ha evocato pubblicamente Francesco e il suo messaggio di pace; un messaggio che, quello stesso giorno, in Laterano, faceva da sfondo al battesimo di una bambina che riceveva dai propri padrini anche una reliquia del Santo di Assisi.
Difficilmente si sarebbe potuta immaginare una concatenazione simbolica più precisa.
Un nome per una storia che comincia
Ma ogni cronaca di un battesimo corre un rischio: parlare tanto di coloro che circondano la nuova battezzata da finire per dimenticarsi di lei.
Qui la protagonista aveva appena tre mesi.
Mentre intorno a Victoria si accumulavano i secoli — Costantino, Sisto III, il Laterano, san Francesco, le antiche genealogie, i Dodici Lignaggi, gli ordini cavallereschi, Roma — lei rimaneva inconsapevole di quasi tutto quell’apparato storico.
E probabilmente è proprio qui che si trova l’immagine più potente della giornata.
Una bambina vestita di bianco.
I suoi genitori. I suoi padrini.
Un Abate.
Un fonte.
L’acqua del Giordano.
E un nome pronunciato tre volte.
Tutto il resto era contesto.
Questa affermazione permette di comprendere tutto il resto.
La Spagna, la Repubblica Dominicana, la Benedizione Apostolica di Leone XIV, il messaggio di Mons. Michele Pennisi, le parole giunte dall’Ordine di San Lazzaro, i conti Crociani dell’Ordine di Malta, l’accoglienza della bambina tra i Dodici Lignaggi di Soria, la genealogia dei Leiva, Raneda e Ranea, la reliquia di san Francesco d’Assisi e persino la straordinaria architettura del Battistero potevano conferire solennità e memoria alla giornata.
Dal punto di vista della diplomazia internazionale, si è trattato di un avvenimento difficilmente ripetibile, di una singolare situazione diplomatica e territoriale: la bambina è stata presentata in società e battezzata nel cuore di Roma, in un luogo soggetto allo speciale regime di extraterritorialità riconosciuto dai Patti Lateranensi; inoltre, i suoi padrini erano legati al Sovrano Ordine di Malta, soggetto sovrano di diritto internazionale che, pur non essendo uno Stato territoriale nel senso ordinario del termine, mantiene relazioni diplomatiche con 115 Stati — tra i quali Spagna e Italia, oltre alla Santa Sede — e gode dello status di Osservatore Permanente presso le Nazioni Unite.
Ma nessuno di questi elementi costituiva l’avvenimento principale.
L’avvenimento era un altro.
Il 17 maggio 2026, nell’antico Battistero di San Giovanni in Laterano, Victoria Eugenia Leonor de Ranea y Pimentel è stata battezzata.
E forse proprio per questo risultano particolarmente appropriate le ultime parole della sua genealogia: dopo aver percorso quasi un millennio di storia familiare, il testo non chiede per Victoria titoli né onori. Chiede qualcosa di assai più esigente: che guardi ai propri antenati con gratitudine, che comprenda l’eredità ricevuta come servizio e che un giorno si possa dire che abbia onorato il proprio lignaggio non per ciò che ha ricevuto, ma per ciò che ha saputo fare con quanto le è stato affidato.
Nel cuore di Roma, sotto la memoria dei primi secoli cristiani e nell’anno in cui la Chiesa commemora gli ottocento anni dalla morte del Poverello d’Assisi, cominciava così una storia nuova.
Quella della piccola Victoria Eugenia Leonor de Ranea y Pimentel.
[1]: https://www.basilicasangiovanni.va/es/san-giovanni-inlaterano/battistero.html?utm_source=chatgpt.com "Baptisterio - Archibasílica de San Juan de Letrán"
[2]: https://www.basilicasangiovanni.va/en/san-giovanni-in-laterano/battistero/ilbattistero-paleocristiano.html?utm_source=chatgpt.com "The early Christian Baptistery - Archbasilica of Saint John Lateran"
[3]: https://www.vaticannews.va/en/pope/news/2026-05/pope-leo-xiv-regina-caeliappeal-peace-laudato-si.html?utm_source=chatgpt.com "Pope Leo: Care for peace is care for life - Vatican News"
[4]: https://www.vaticannews.va/es/iglesia/news/2026-01/asis-comienzo-celebracionesoctavo-centenario-muerte-san-francis.html?utm_source=chatgpt.com "Asís: inician celebraciones por los 800 años del tránsito de san Francisco - Vatican News"
[5]: https://www.basilicasangiovanni.va/en/san-giovanni-inlaterano/battistero.html?utm_source=chatgpt.com "Baptistery - Archbasilica of Saint John Lateran"
[6]: https://www.vaticannews.va/es/papa/news/2026-01/ano-jubilar-de-san-franciscodecreto-penitenciaria-apostolica.html?utm_source=chatgpt.com "Año jubilar de San Francisco, publicado el Decreto de la Penitenciaría Apostólica - Vatican News"
14-11-2024
Autore Rita Valenzuela - italodominicano.tv
